Ostinata bellezza. Anita Klinz, la prima art director italiana

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Super Scrivania

Dal lavoro in Mondadori e al Saggiatore fino ai soggiorni nella tanto amata Giannutri, la grafica è rappresentata dai suoi progetti editoriali. La concretezza, la grazia e la bellezza che l’hanno distinta, e si riconoscono tra le pagine di questo volume, compongono un ritratto della prima art director italiana, raccontata per immagini e parole attraverso la sua vita professionale e privata.

L’obiettivo di Anita Klinz era realizzare un libro armoniosoimpeccabile nella composizione, pronto per essere sfogliato. In questo può riassumersi la sua duplice ricerca e essenza: da una parte la concretezza e il pragmatismo dell’oggetto fisico, dall’altra la bellezza e l’eleganza dell’immagine.
Nei vent’anni passati nell’ufficio grafico di Mondadori – poi del Saggiatore – fu un punto di riferimento artistico e manageriale grazie al talento, all’acume e alla capacità di scouting. Una art director dal gusto raffinatissimo, la cui forza innovativa si rivede nei suoi lavori – dalle copertine dei volumi, alle pubblicità, fino alla realizzazione della prima libreria monomarca Mondadori. A lei si deve la scoperta e la valorizzazione di grandi illustratori che hanno segnato l’immaginario visivo dei lettori italiani, come Ferenc Pinter – nelle copertine di Simenon e dei Gialli Mondadori – ma anche Karel Thole, nella rappresentazione della fantascienza degli Urania.

Luca Pitoni, grazie ai materiali d’archivio conservati in FAAM e a documenti privati e di lavoro ad oggi inediti, compone il ritratto della prima art director italiana. Le parole dell’autore, con la collaborazione di Livia Satriano e i contributi di Mario Piazza e Leonardo Sonnoli, unite agli estratti dai diari di Anita Klinz, diventano tutt’uno con le immagini, foto private e riproduzioni dei progetti della grafica.
Viene delineata una stagione unica, mai più replicata e poco studiata, della grafica italiana e non solo. Per la prima volta un grande editore riesce a produrre un’immensa quantità di titoli e collane mantenendo una chiara idea di identità, plasmata proprio da Anita Klinz e dal suo team.

Il volume è una testimonianza del coerente e immenso corpus di lavori fondamentali nella diffusione della cultura visiva in Italia, ma anche un racconto della vita e del privato di una delle più elusive grafiche italiane, partendo dalla convinzione che le vicende personali ci possano parlare anche delle motivazioni sottese all’operare artistico e restituire la completezza di una così grande, ancorché dimenticata, figura.