La collezione Adler di libri sovietici per bambini. 1930-1933

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Per anni una valigia malconcia di pelle marrone rimane chiusa in soffitta. Dentro, come in tutte le belle storie che si rispettino, c'è un tesoro: 257 libri sovietici per bambini, di cui 170 in russo, 84 in ucraino e 3 in yiddish, quasi tutti pubblicati fra il 1930 e il 1933. Una collezione straordinaria che si deve a due giovani architetti, Hans Edward Adler e Hedwig Feldmann, che nei primi anni ’30 lavorarono – per un breve ma fondamentale periodo – in Unione Sovietica.

Dalla casa di famiglia a Colonia, i libri arriveranno in Inghilterra (dove la coppia si trasferisce, in fuga dalla Germania nazista) e saranno riscoperti nel 1986, quando la figlia Susan libera l’appartamento dei genitori. La collezione Adler, che Susan McQuail (nata Adler) ha donato nel 2020 alla Biblioteca Braidense di Milano, è testimonianza di un periodo unico nella storia del Novecento: ogni volume ci svela un aspetto dell'URSS dopo la Rivoluzione d'Ottobre e ci parla del ruolo cruciale della letteratura per l'infanzia nella cultura sovietica.

Tra le "storie d'avanguardia” pensate per formare i nuovi cittadini, la collezione comprende edizioni rare di maestri come Vladimir Lebedev, Vera Ermolaeva e Aleksandr Dejneka, oltre a un prezioso gruppo di libri ucraini, fino ad oggi terra incognita anche per i ricercatori più devoti.

Il volume La Collezione Adler di libri sovietici per bambini 1930-1933 | Due architetti nella terra dei Soviet, a cura del direttore della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Braidense James M. Bradburne con Federica Rossi e John E. Bowlt, raccoglie un vastissimo campionario di immagini, testimonianza dell’età d’oro del libro sovietico per bambini, e ripercorre, attraverso le lettere degli Adler, l'arrivo in Unione Sovietica di un gruppo di architetti chiamati a costruire "un nuovo mondo".