Mi porta a casa, questa curva strada

Scrivi una recensione

ATLANTIDE

€24,00
- +

Può sembrare inusuale che in un libro di saggi musicali si tratti di poesia e destino, ma il fatto è che nessuno scrive di musica come Ian Penman, e nessuno come Penman, forse il più grande critico musicale vivente, riesce a collegare l’estetica “pop” a un discorso culturale che ha la propria origine tanto nel rock e nel jazz quanto nella filosofia di Heidegger e di Derrida, e a unire la passione per la musica leggera a una personale visione del mondo che affonda le proprie radici in autori come Roland Barthes, Susan Sontag e Walter Benjamin. Mi porta a casa, questa curva strada – che riprende un distico di W.H. Auden in cui il termine “track” viene portato a significare tanto il sentiero che si percorre quanto la traccia incisa su disco – racconta in modo impareggiabile la traiettoria umana e artistica di James Brown, Frank Sinatra, Elvis Presley, Prince e dello stesso Charlie Parker, e affronta, attraverso figure quali Donald Fagen degli Steely Dan e John Fahey, alcuni snodi della cultura popolare tra il Novecento e oggi come la cultura mod e il fenomeno hipster. Tra un saggio e l’altro del libro, scrive Penman, “potrebbe esserci una rete di indizi, consigli e suggestioni seminascosti che si insinua tra le righe o dietro di esse e aspetta soltanto di essere trovata, mentre l’altro filo conduttore è una tesa dialettica tra il disordine e talvolta la disperazione della vita privata degli artisti di cui si parla e l’eleganza, l’economia quasi soprannaturale delle loro canzoni…”. Così, pagina dopo pagina, la strada, o traccia, del titolo e dei versi di Auden porta a noi stessi, a quel luogo in cui esistiamo davvero che a volte, o forse sempre, è la musica.