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Ricordatevi del libro elettrico dell'estate: L’ultimo samurai di Helen DeWitt (Einaudi).
Un romanzo che potrà farvi compagnia ovunque: sulle spiagge, in montagna, sui divani o nelle piscine comunali.
È un libro difficile da raccontare (di cosa parla, davvero?). Si potrebbe definire, per certi versi, una telemachia — la ricerca di un figlio del padre — ma c’è molto altro: cinema, Akira Kurosawa, viaggi in luoghi improbabili, musica classica e ambient, fisica quantistica, matematica, tanta letteratura, viaggi in metropolitana, Londra.
Detto così potrebbe sembrare un libro difficile, respingente. Ma non lo è. O meglio: è un libro sull’essere colti, ma anche profondamente ironico verso l’idea stessa di esserlo. Io, per dire, ho riso — e non è una cosa che mi capita spesso.
Non so raccontare questo libro, che sa essere triste e sa essere felice. Non so raccontare questo libro e forse, proprio per questo, l’abbiamo proposto.
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